Intervista semi-seria agli autori/interpreti
Buonasera, come mai l'idea di questo cortometraggio?
S: E' un po' complicato da spiegare, diciamo che l'idea iniziale è stata di Flavio... lui aveva bisogno di qualcuno che si fosse fatto carico almeno per metà dell'imbarazzo che avrebbe causato l'uscita del cortometraggio nelle nostre rispettive famiglie, inoltre essendo io fortemente indebitato, mi ha promesso di estinguere il tutto se mi fossi seriamente applicato nell'impresa. E poi una volta per tutte dovevamo capire se le nostre scenette fanno ridere effettivamente solo noi due (come io temo e credo) o se possono raggiungere un target più ampio. Ciao e scriveteci!
F: Buonasera, senza scendere troppo nei dettagli, Geek Geek nasce per raccontare l'alienazione e le vicende di due personaggi al limite della vita "reale", di cui speriamo non si crei "emulazione"... comunque questo è un pretesto in quanto il vero scopo è stato ricreare situazioni che seppur esagerate (e in modo comico) appartengono al nostro (ma non solo, anche di qualche nostro... conoscente) stile di vita, ma c'è anche spazio per un piccolo classico "thriller" e... basta altrimenti non guardate più il film!
E' stato difficile calarsi nei ruoli dei disadattati protagonisti di "Geek Geek" per voi?
S: Non ho avuto particolari problemi, alcune scene sono state addirittura girate a mia insaputa, durante una conversazione normale avuta nella mansarda di Flavio. La parte del film nella quale ho faticato di più è stata quando per aderire del 100% alla filosofia "geek" ho dovuto mangiare la mosca viva. Flavio ha insistito molto su questo punto essendo un perfezionista, e abbiamo anche rifatto la scena tre volte perché le prime due mosche inghiottite le avevamo intorpidite troppo nel ghiaccio e sembravano finte... Mi faceva un po' schifo ma come mi ha detto Flavio, anche al ristorante africano le vendono quindi non credo che facciano male. A proposito, la scena della mosca è disponibile solo nella versione integrale del cortometraggio, chiederemo a Enrico Ghezzi di mostrarla solo dopo l'una di notte per non offendere la sensibilità del MOIGE e della Protezione Animali.
F: Sinceramente no, a parte qualche esasperazione nella sceneggiatura i protagonisti immersi in questa perenne atmosfera casalinga ed isolata dalla realtà sono stati disegnati proprio per aderire alle nostre manie; vorrei inoltre aggiungere che il personaggio di "Flavio" che è un collezionista di Star Trek non vuole assolutamente in qualche modo mettere in cattiva luce il telefilm che è una delle "mitologie" televisive più intelligenti e d'ispirazione che siano mai state prodotte, ma è proprio una delle definizioni di "geek" o meglio una declinazione specifica del termine che vede gli appassionati di Star Trek e Star Wars (nel film visti in chiave esclusivamente grottesca).
E' costato molto il film?
S: Bhe, a dire il vero a causa delle mie difficoltà economiche è Flavio che si è accollato tutte le spese di realizzazione del film. Questo tra l'altro ha generato una specie di "tormentone" durante la produzione per cui io dico che voglio abbandonare il progetto, ma lui mi supplica di non farlo perchè ha investito un capitale nella cosa.
Gli investimenti di maggiore entità sono stati fatti per l'acquisto del trepiede per la videocamera (a cause delle evidenti carenze muscolari nessuno dei due riusciva a tenerla in mano senza tremare).
F: Direi sicuramente che pagare i vari attori (e colgo l'occasione per ringraziare tutti per essere scesi così in basso: dallo psicologo alla "tipa", per non parlare dell'assassino) con le t-shirts ufficiali del film è stata la parte più impegnativa, (Sikkolo anche in questo caso non ha sganciato un centesimo).
E cosa mi dite della sigla? E' molto curata e tutti quei gadget nerd/geek saranno pure costati qualcosa!
S: In realtà quella è la mansarda originale di Flavio, quello "vero", non l'attore. Lui aveva già tutte queste cose prima di decidere di fare il film, le abbiamo usate proprio per dare l'impressione che il film sia stato curato nei minimi particolari, almeno nella sigla. Credo che sia una delle poche persone che ha la collezione dei cofanetti di Star Trek sia in VHS che in DVD.
F: Ma non è assolutamente vero... esistono patiti (di S.T. ndr) molto più "spendaccioni" di me, di VHS ne ho pochissime! L'unica verità è che tu sei un grande tirchio, se non ricordo male hai davvero partecipato solo alla spesa per le cassette MiniDV.
Come reagite alle critiche che vi bollano come due emarginati che non hanno fatto altro che riportare le proprie vite in un cortometraggio?
S: Devo dire che questo non è del tutto vero, perché a differenza della maggior parte dei "geek" italiani noi siamo si emarginati, ma lo siamo con stile, e soprattutto per nostra volontà.
F: A me preoccupa molto sapere che qualche critico abbia davvero avuto il tempo di recensire il nostro piccolo film invece di dedicarsi a produzioni più serie! Ma credo in ogni caso che avrà modo di rimangiarsi tutto quando noi saremo ad un party con Tarantino e lui in studio con Marzullo, all'una di notte.
Condannate un modo di vivere così particolare come quello dei personaggi del vostro film che in casi estremi come in Giappone porta ai suicidi collettivi organizzati su Internet?
S: Che dire, personalmente ritengo che questi suicidi collettivi siano una forma d'arte, credo che il fatto che non si sia evoluta piu di tanto come tale sia dovuto all'unicità dell'esperienza... Chi è abbastanza coraggioso per provarlo, che gli piaccia o no, non può ripeterla e quindi sviluppare un suo stile particolare, o creare un movimento artistico consolidato da diversi "capolavori", come avviene invece nella pittura e nelle altre forme d'arte...
F: Ma sei scemo? Guarda che l'istigazione al suicidio è reato! Scherzi a parte come in tutte le cose è una questione di misura, anche se è banale è così.
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Intervista
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